29-11-2007
Come si devono regolare i dirigenti scolastici per la gestione delle assenze e dei pemessi previsti dal CCNL 11/4/06?

A seguito del  CCNL 11/4/06 ferie, assenze per malattie ed assenze retribuite per esami, concorsi, lutto, particolari motivi personali o familiari e matrimonio sono gestite in autonomia dal dirigente scolastico che risponde della loro  gestione nel quadro della più ampia "responsabilità dirigenziale".
Sulla materia occorre tener presente che l'U.S.R. Lombardia è più volte intervenuto, con note di chiarimento che hanno fatto seguito ad una intesa sottoscritta con le OO.SS. dei dirigenti scolastici.
L'U.S.R. Lombardia ha anche fornito una serie di modelli di comunicazione che i dirigenti scolastici devono utilizzare..
Le "disposizioni applicative"  regionali sono riportate in fondo.
 
 
 FERIE

La fruizione delle ferie è normata dall'art. 16 del CCNL .
 
In sostanza:
- il dirigente non può non usufruire delle ferie, che sono un diritto irrinunciabile, ed è sua esclusiva responsabilità programmarle ed organizzarle
- la fruizione delle  ferie non deve essere richiesta, non deve essere concordata, ha luogo senza alcuna autorizzazione o assenso
- la fruizione delle ferie è pertanto organizzata e gestita in assoluta autonomia dal dirigente scolastico e deve soltanto essere comunicata al Direttore  Generale dell'U.S.R. (non all' U.S.P che non è competente in materia). (1)
 
Particolarmente delicato è il problema del rinvio della fruizione delle ferie oltre l'anno scolastico di riferimento. Infatti:

- il principio generale è che le ferie devono essere godute entro l'anno scolastico in cui sono maturate, ma spesso la complessità del lavoro dirigenziale e la mole di adempimenti cui le scuole devono far fronte (anche nel periodo estivo) impediscono al dirigente la completa fruizione delle stesse

- delle ferie non godute entro l'anno scolastico in cui sono maturate, è necessario fruire entro l'anno scolastico successivo, altrimenti le stesse "sono perse"

-sono possibili due rinvii della fruizione: 
a) con un primo atto, assunto per "motivate, gravi esigenze personali o di servizio", si può rinviare la fruizione delle ferie entro il febbraio dell'anno scolastico successivo (l'atto deve essere adottato dal dirigente entro l'agosto dell'anno scolastico di riferimento, nel momento in cui ci si rende conto che è impossibile fruire di tutte le ferie maturate)
b) con un secondo atto, assunto per "esigenze di servizio assolutamente indifferibili" si può rinviare la fruizione delle ferie entro l'agosto dell'anno scolastico successivo a quello di maturazione (l'atto deve essere adottato dal dirigente scolastico entro febbraio, nel momento in cui ci si rende conto che è impossibile fruire di tutte le ferie maturate nell'anno scolastico precedente)

- gli atti di rinvio non possono contenere motivazioni "generiche", ma devono specificare le circostanze concrete per le quali, nonostante la programmazione, non si è potuto usufruire di tutte le ferie spettanti

- arrivare alla data di cessazione del servizio senza aver usufruito di tutte le ferie maturate può creare qualche problema con la Ragioneria Provinciale dello Stato, che, al momento della registrazione del decreto che dispone il pagamento delle ferie non godute, può obiettare sulla genericità e non congruenza della motivazioni che hanno causato i rinvio (e quindi l'impossibilità di fuire) delle ferie maturate. Anche per questo gli atti di rinvio devono essere motivati e circostanziati.

 
I provvedimenti con cui si dispone il rinvio della fruizione delle ferie devono essere conservati agli atti della scuola, nel fascicolo personale del dirigente scolastico. L'U.S.R. ha chiesto che vengano inviati in copia unitamente alla comunicazione di fruzione delle ferie rinviate.
 
 
ASSENZE RETRIBUITE
PER LA PARTECIPAZIONE A CONCORSI ED ESAMI ,
PER LUTTO,
PARTICOLARI MOTIVI PERSONALI E FAMILIARI,
PER MATRIMONIO
 
Se ne occupa l’art. 22.  del CCNL.
In sostanza:

- è responsabilità unica del dirigente scolastico valutare se ci siano le condizioni (motivi) che “giustifichino” le assenze previste dall’art. 22 . Il dirigente, quindi, non deve "chiedere i giorni" di assenza e  non deve inviare documentazioni (la documentazione rimane agli atti della scuola) 
- il dirigente “deposita” una dichiarazione agli atti dell’istituzione scolastica. Nella dichiarazione precisa il giorno/giorni in cui sarà assente e i motivi dell’assenza, riferendosi all’evento che motiva l’assenza con una autocertificazione (tranne che non voglia allegare una certificazione) (1)

- il dirigente comunica al Direttore  Generale dell'U.S.R. (non all' U.S.P che non è competente in materia).  che sarà assente dal giorno… al giorno… per  (lutto, esami, matrimonio, ecc)  (1)

Le dichiarazioni con cui  il dirigente "autodispone" circa le proprie assenze e la relativa documentazione (autocertificazione e/o certificazioni)   devono essere conservati agli atti della scuola, nel fascicolo personale del dirigente scolastico

ASSENZE PER MALATTIA

Sono normate dall’art. 25, dal quale si evince che:

- l’unica occasione in cui il dirigente scolastico deve avanzare richiesta all’USR è quella in cui il dirigente stesso si trovi ad aver “esaurito” il periodo di conservazione del posto di 18 mesi e intenda chiedere il mantenimento in servizio per ulteriori 18 mesi (commi 1 e 2)

- in tutti gli altri casi è il dirigente scolastico a gestire le procedure relative alla sua assenza per malattia, limitandosi ad informare /comunicare (non si deve "chiedere" niente)
 
- il dirigente scolastico, quindi, comunica all’istituzione scolastica la sua assenza per malattia e produce alla stessa istituzione scolastica il relativo certificato medico

- il dirigente scolastico informa l’USR  (non l'USP, che non è competente in materia) della sua assenza per malattia. Non deve inviare certificazioni nè altra documentazione
 
- il dirigente scolastico deve inoltre disporre in ordine alla eventuale visita fiscale che lo riguarda
 
- il dirigente scolastico, infine, deve anche “tenere il conto” delle assenze per malattie occorse e disporre in ordine alla loro eventuale non computabilità ai sensi del comma 8
 
I documenti relativi alla assenza per malattia (certificato medico, esito dela eventuale visita fiscale, ecc.) devono essere conservati agli atti della scuola, nel fasciolo personale del dirigente scolastico.

Anche nel caso si assenza per malattia il dirigente deve assicurare la continuità del servizio. Anche in questo caso, dunque, deve aver individuato un docente (tra i suoi collaboratori) che lo sostituisca in caso di assenza. E’ opportuno che l’individuazione venga fatta all’inizio dell’anno scolastico, essendo le assenze per malattia quasi sempre non prevedibili (1).
 
 
ASSENZE E PERMESSI LEGGE 104/92
 
L'U.S.R. per la Lombardia ha predisposto una serie di modelli (vedi sotto), da utilizzarsi per la gestione, da parte dei dirigenti scolastici delle assenze e dei permessi previsti dalla legge 104/92. 
 
ALTRE TIPOLOGIE DI ASSENZE
 
Ci sono altri tipi di assenze, invece, che continuano ad essere sottoposte al meccanismo della rischiesta/concessione. Si tratta, ad esempio, dalle assenze previste dall'art. 21 (aspettativa per studi e formazione), dall'art. 23 (congedi parentali), dall'art. 24 (congedi per studio e famiglia) del CCNL.
In generale il principio della richiesta/assenso  si applica anche a tutte le tipologie di assenza previste da norme generali, valide per tutti i lavoratori dipendenti e quindi anche per i dirigenti scolastici.
 
Per la gestione "concreta" delle ferie e delle assenze, in relazione ai contenuti dei predetti articoli del CCNL, i dirigenti scolastici (e i presidi incaricati) devono far riferimento
- alla intesa OOSS - USR Lombardia sottoscritta il 23 ottobre 2006
- alla nota USR Lombardia del 6/12/2006 (che trasmette il modello per effettuare la comunicazione)
- alla nota USR Lombardia del 15/1/2007 che si occupa in particolare del differimento delle ferie
- alla nota USR Lombardia del 5/11/2007 che si occupa ancora del problema del differimento delle ferie
 
 
 
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Note
(1) Il dirigente deve comunque sempre assumere tutte le misure necessarie a garantire la continuità del servizio durante la propria assenza. In particolare, quindi, deve individuare con apposito atto formale chi dei docenti scelti come collaboratore lo sostituirà durante l’assenza e deve avere delegato a tale docente, con apposito atto formale, le proprie funzioni. L’atto di delega non può essere generico, ma deve essere limitato nel tempo e contenere l’elenco delle funzioni delegate e i limiti entro i quali la delega può essere esercitata. Naturalmente il tipo e la quantità delle funzioni delegate possono dipendere anche dalla durata del periodo di assenza e dalle previsioni, che il dirigente farà, degli impegni di lavoro nel periodo in cui sarà assente. E’ bene rilasciare la delega alla sostituzione all’inizio dell’anno una volta per tutte, insieme alle altre eventuali deleghe che si attribuiscono ai collaboratori.
 
Aggiornamento: 17 marzo 2008


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