17-06-2018
COMITATO DIRETTIVO REGIONALE FLC CGIL LOMBARDIA 13 giugno 2018 ORDINE DEL GIORNO

Il Comitato Direttivo della Flc Cgil Lombardia nell’assumere il comunicato del Segretario Nazionale della FLC Cgil in merito alla decisione del ministro dell’interno Salvini di chiudere i porti italiani e  vietare l’attracco della nave che ha soccorso in mare 629  migranti, condanna con forza l'atteggiamento disumano di un Governo che non esita a strumentalizzare il bisogno di soccorso di persone disperate, bambini, donne incinte, giovani che hanno già patito sofferenze indicibili, utilizzandolo come mezzo di pressione verso gli altri Paesi d'Europa, in violazione dei trattati internazionali e degli obblighi di una sana morale ed etica civile.

Noi siamo la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL: lavoratrici e lavoratori della Scuola, della Formazione Professionale, dell’Università, della Ricerca e dell’Alta formazione Artistica- Musicale

“Noi educhiamo non respingiamo.

Siamo noi la comunità educante di questo grande paese, siamo noi che educhiamo bambini e ragazzi ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi e delle persone di origine autoctona (art.29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’ONU).

L’accoglienza ha diritto d’asilo in ogni scuola italiana e una scuola che non educa le persone alla vita, non serve alla vita delle persone.

La scuola è, e resterà sempre, un porto sicuro per ogni bambina e per ogni bambino, per ogni ragazza e per ogni ragazzo.

Non contate sul nostro appoggio per avvallare le politiche di respingimento dei migranti, non contate sul nostro appoggio per innalzare muri.

Non contate su di noi.”

Al Governo e al ministro Salvini vogliamo ricordare le parole della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta di Auschwitz, come monito e come risposta storica alla “pacchia” di cui ha fatto cenno il leader della Lega nei giorni scorsi parlando degli immigrati: “In quei campi di sterminio altre minoranze oltre agli ebrei vennero annientate: voglio ricordare i rom e i sinti che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché le loro famiglie erano lasciate unite. Presto però seguì l’orrore perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra società democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere mi opporrò con tutte le energie che mi restano.



Noi siamo la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL: lavoratrici e lavoratori della Scuola, della Formazione Professionale, dell’Università, della Ricerca e dell’Alta formazione Artistica- Musicale

“Noi educhiamo non respingiamo.

Siamo noi la comunità educante di questo grande paese, siamo noi che educhiamo bambini e ragazzi ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi e delle persone di origine autoctona (art.29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’ONU).

L’accoglienza ha diritto d’asilo in ogni scuola italiana e una scuola che non educa le persone alla vita, non serve alla vita delle persone.

La scuola è, e resterà sempre, un porto sicuro per ogni bambina e per ogni bambino, per ogni ragazza e per ogni ragazzo.

Non contate sul nostro appoggio per avvallare le politiche di respingimento dei migranti, non contate sul nostro appoggio per innalzare muri.

Non contate su di noi.”

Al Governo e al ministro Salvini vogliamo ricordare le parole della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta di Auschwitz, come monito e come risposta storica alla “pacchia” di cui ha fatto cenno il leader della Lega nei giorni scorsi parlando degli immigrati: “In quei campi di sterminio altre minoranze oltre agli ebrei vennero annientate: voglio ricordare i rom e i sinti che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché le loro famiglie erano lasciate unite. Presto però seguì l’orrore perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra società democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere mi opporrò con tutte le energie che mi restano.



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