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Notizie ed iniziative

19-01-2016
FLC CGIL della Lombardia. Comunicato Stampa. Il Lavoro Pubblico è servizio per tutti i cittadini. Screditare i lavoratori pubblici per ridurre lo Stato Sociale?


Dichiarazione di Tobia Sertori, Segretario Generale della FLLC CGIL Lombardia.

“Che strano Paese è questo.

Politici e governi di turno che sbraitano contro i dipendenti pubblici, denigrano le istituzioni dello Stato e indicano come responsabili del non funzionamento della Pubblica Amministrazioni le lavoratrici e i lavoratori.

Ma come funziona la macchina pubblica? Dove sono gli sprechi e le responsabilità? Se lo chiede Tobia Sertori, segretario generale della Flc Cgil Lombardia.

Se dovessimo fare una cronistoria degli sperperi e delle denunce di fatti di corruzione, concussione e tangenti che hanno visto coinvolti politici, alti dirigenti della pubblica amministrazione e funzionari apicali si dovrebbe consumare parecchia carta.  Per non parlare dei soldi pubblici, finiti in tasca agli stessi di cui sopra e agli amici, che avrebbero potuto garantire sistemi e strumentazioni meno obsolete e più efficienti per rispondere al servizio pubblico e nel contempo dare formazione ai lavoratori accrescendone la professionalità.

La politica di turno usa il populismo e parla alla pancia delle persone per convincerle che tutto si risolve tagliando i posti di lavoro nei servizi pubblici, diminuendo il salario ai lavoratori e licenziando su due piedi chi commette infrazioni.

Togliamo subito di mezzo lo sproloquio che il sindacato protegge i fannulloni, che non si possono licenziare i dipendenti pubblici, ecc.; e solo per chi ha bisogno di leggerlo, ribadiamo che siamo i primi a dire CHI SBAGLIA E RISULTA COLPEVOLE E’ GIUSTO CHE PAGHI !

Così come dev’essere garantito a tutti il diritto alla difesa.

Queste sono le regole di una democrazia avanzata e di una società civile, così sta scritto anche nella Costituzione Italiana.

Ma allora Renzi a cosa si riferisce nelle dichiarazioni ad effetto? Prosegue il sindacalista. Se è pura propaganda allora è offensivo, se non è propaganda è ignoranza delle leggi e delle norme di questo Paese.

Ricordiamo allora quali sono le norme che consentono di applicare le sanzioni disciplinari e il licenziamento di un dipendente pubblico: i CCNL, il D.lgs 150 del 2009 (capo V-art. 55), la C.M. 88 del 2010 e il DPR 62 del 2013.

Ma se le regole e le norme ci sono, perché continuano le affermazioni e gli annunci falsi e di propaganda? Dove sta il problema?  

Qui vale il detto “il pesce puzza sempre dalla testa”!

Se le regole ci sono, aggiunge Sertori, basta che chi di dovere le applichi. I dirigenti pubblici responsabili degli uffici, assistiti dall’ avvocatura dello Stato, prendano carta e penna e denuncino tutte le azioni truffaldine, di assenteismo, di certificazioni false, di non rispetto del dovere di un lavoratore e procedano (perché questo è anche il loro dovere) a sanzionare chi ha commesso reato o non è stato corretto sul luogo di lavoro.

Sparare nel gruppo non serve a nessuno e fa male a chi svolge, nonostante tutto, il proprio lavoro con onestà e professionalità, anzi, serve a chi è poco interessato al servizio pubblico e spera che lo Stato faccia un passo indietro per lasciare al libero mercato la possibilità di subentrare, magari per la sanità (cliniche a pagamento), per la scuola (privata), per la pensione (fondi privati). Ovviamente solo per chi potrà permetterselo. Per gli altri ? Non restano che le briciole di uno Stato sociale ridotto ai minimi termini”.

 

Milano, 18/01/2016                                         




 
 
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