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Notizie e Iniziative Regionali

02-02-2010
Regione Lombardia : crisi,ammortizzatori sociali e politiche attive sul lavoro. Firmati tre importanti accordi per tutelare i lavoratori.

In  data 27 gennaio 2010 la CGIL Lombardia ha concluso il confronto al tavolo della Cabina di Regia della Regione, con tutte le parti sociali, sugli argomenti sopra riportati, che sono stati oggetto di una nostra  discussione interna, nelle scorse riunioni dei Coordinamenti Mercato del Lavoro,  Formazione Scuola Ricerca, Immigrazione.
Nel rimandarvi alla lettura degli accordi che vi alleghiamo e che sono stati sottoscritti da tutte le Parti Sociali, illustriamo qui di seguito, per ogni argomento, i punti più significativi.

Integrazione Accordo 4 maggio 2009 Ammortizzatori in deroga.

A seguito dell’approvazione della Legge Finanziaria del 2010 si è reso necessario integrare l’accordo dello scorso maggio, in coerenza con quanto già fatto lo scorso anno circa l’estensione del sostegno al reddito a coloro che non ne avevano diritto. Nel 2009 il ricorso alla cassa in deroga in Lombardia ha riguardato circa 15.000 imprese e circa 100.000 lavoratori, dimostrandosi uno strumento efficace per ridurre  i licenziamenti.

I principali punti di integrazione sono i seguenti:
1.riconoscimento di ulteriori 12 mesi, fino al 31 dicembre 2010, della cassa in deroga per le piccole aziende e per i settori che non hanno diritto agli ammortizzatoti tradizionali e che già avevano utilizzato nel 2009 la cassa in deroga
2.riconoscimento di ulteriori 8 mesi  alle aziende che hanno terminato gli ammortizzatori tradizionali. Tutte queste imprese saranno coperte dalla cassa in deroga fino al 31 agosto 2010. Nessuna di esse subirà interruzioni all’utilizzo degli ammortizzatori perché dal 10 agosto 2010 ripartirà il nuovo quinquennio per l’utilizzo della Cigs.
3.l’indennità equivalente alla  mobilità  verrà riconosciuta a coloro che sono cessati dal lavoro (es. contratto a termine non più rinnovato) senza requisito del licenziamento. Si tratta di una nuova estensione del diritto al sostegno al reddito che sarà applicata da subito, in accordo con l’Inps Lombardia
4.Regione Lombardia e Parti Sociali hanno firmato un Ordine del Giorno comune indirizzato al Governo chiedendo norme attuative che consentano l’erogazione dell’Indennità equivalente alla mobilità, indipendente dai requisiti individuali al fine di estendere il beneficio del sostegno al reddito a quei lavoratori e lavoratrici che non hanno i requisiti previsti dalle leggi nazionali ( 12 mesi di anzianità e 6 mesi di effettivo lavoro) che altrimenti rimangono esclusi da ogni misura di sostegno.  Come ricorderete, su questo punto si è aperto nel 2009 un contenzioso tra Regione Lombardia, Inps e Ministero. L’Inps ha negato che a livello regionale possano essere negoziati criteri individuali di accesso più favorevoli rispetto alla normativa nazionale e non ha pagato le relative indennità.  Ci auguriamo che la presa di posizione congiunta serva a sbloccare la situazione determinando criteri di accesso a questa misura, migliori per tutti i lavoratori italiani.
5.nel testo prevediamo la possibilità che ci siano ulteriori accordi tra Regione e Governo per l’attribuzione di risorse finanziare alla Lombardia, per far fronte alle necessità di finanziamento degli ammortizzatori in deroga per tutto il 2010. Al momento le risorse finanziarie presenti presso le casse dell’Inps Lombardia consentono di far fronte agli impegni di spesa dei prossimi mesi; il monitoraggio, come nel corso del 2009, sarà costante per poter intervenire in anticipo, al primo segnale di insufficienza dei fondi


Integrazione del “Patto per le Politiche attive” del 16 giugno 2009.

Attraverso questo accordo, in coerenza con  il “Patto per le Politiche attive” del 16 giugno 2009, viene sviluppata ulteriormente la possibilità di intervento del territorio, delle categorie e delle Rsu nelle politiche attive e lo strumento della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali viene assoggettato alla contrattazione, rispetto alla definizione dei contenuti e delle finalità e sarà possibile finanziare anche percorsi di out/placement negoziati tra le parti.  Si tratta di una sfida per il sindacato che è già stata raccolta in alcune Province con la firma di accordi territoriali, ma che dovrà svilupparsi nel corso del 2010.
Attualmente i fruitori della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali sono 35.144 ( si tratta di lavoratori e lavoratrici interessati dagli Ammortizzatori in deroga), entro febbraio procederemo al primo monitoraggio regionale sui dati quantitativi e qualitativi, sui primi esiti dei percorsi formativi, sulle criticità emerse.

1.Con l’Integrazione del “Patto per le Politiche attive” si estende il diritto di accesso alle politiche attive a tutti i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali. L’estensione è un’opportunità, non c’è obbligatorietà, né sanzioni.
Questa opportunità viene riconosciuta a coloro che sono interessati da :
Cassa integrazione  ordinaria
Cassa integrazione straordinaria
Indennità di mobilità
Indennità di disoccupazione ordinaria e/o a requisiti ridotti
Eventuali altre indennità previste per settori specifici, analoghe alle precedenti

2.Viene confermata la centralità della funzione delle Parti Sociali decentrate nella definizione di accordi territoriali e settoriali verso le nuove occasioni di sviluppo del territorio e verso nuova occupazione; si evidenzia la necessità di promozione di accordi sindacali aziendali, anche in coerenza con le indicazioni del territorio.
Come per l’accordo del 16 giugno, la programmazione, i contenuti, la gestione, il rapporto con gli Enti accreditati per la formazione e i servizi al lavoro, il monitoraggio dell’efficacia, viene decentrato e affidato ai Tavoli Provinciali, ai Tavoli di settore, agli accordi aziendali che potranno riguardare aziende di maggiori dimensioni ( rispetto a quelle fruitrici della cassa in deroga).
Sarà necessario l’impegno e la volontà delle Camere del Lavoro, delle Categorie, delle Rsu per utilizzare al meglio questa opportunità per i lavoratori negoziandola attraverso gli accordi sindacali.

3.I lavoratori e le lavoratrici che non siano interessati da nessun tipo di accordo: territoriale, settoriale, aziendale possono comunque accedere alle Politiche attive e alla dote Ammortizzatori su loro iniziativa. Questa possibilità del singolo è prevista esclusivamente in subordine agli accordi sindacali di qualsiasi tipo.
Si deve sottolineare come l’elemento centrale della contrattazione, valorizzato nell’accordo, rappresenti una grande discontinuità politica rispetto al sistema Dote della Lombardia che era stato pensato e utilizzato, negli scorsi anni, solo come strumento individuale.

4.E’ stata introdotta, per la prima volta, la certificazione delle competenze ai fini del riconoscimento ai lavoratori e alle lavoratrici delle conoscenze, delle abilità pratiche e teoriche, nella logica della capitalizzazione delle competenze.

5.E’ stato introdotto il monitoraggio continuo, nell’ambito della Cabina di Regia,  sull’andamento e i risultati delle politiche attive, con la possibilità di prevedere ulteriori integrazioni.

6.Si prevede la possibilità di premialità a favore degli operatori che ricollochino in modo adeguato le figure deboli del mercato del lavoro.

7.Si estendono a tutti i fruitori delle Politiche attive che ne hanno i requisiti familiari, i buoni di conciliazione per favorire la partecipazione alle stesse.


Buono di conciliazione per favorire la partecipazione alle politiche attive.

Si tratta di voucher volti a conciliare la fruizione delle politiche attive con le necessità di vita familiare e lavorativa dedicati ai Destinatari di Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali ( e quindi rivolti a tutti coloro che entrano in un percorso di politica attiva).

I destinatari della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali per avere diritto al buono di conciliazione dovranno possedere i seguenti requisiti:
-famiglia monoparentale con almeno 1 figlio a carico
-famiglia tradizionale con almeno due figli a carico
nucleo familiare con entrambi i genitori in cassa integrazione e almeno 1 figlio a carico
-famiglia con familiare convivente non autosufficiente

Valore economico.

250 euro mensili per 10 mesi per pagare i servizi connessi alla cura ( asili nido, accompagnamento a scuola, dopo scuola, centri ricreativi diurni, piccoli lavori domestici, servizi di assistenza domiciliare ecc.) ; questa misura è tassabile e contribuisce a creare reddito.
100 euro mensili per 10 mesi  riconosciuti in ticket pasto; questa misura non è tassabile.


Sperimentazione di un voucher destinato a lavoratori e lavoratrici con particolari condizioni di crisi.

Nell’incontro la Regione  ha proposto una sperimentazione, a partire dal  mese di  marzo , che riguarderà per ora i lavoratori e le lavoratrici di due aziende: Voicity  Holding (ex Omnia Network) e Phone Media sul tema disagio economico. 
Si tratta di lavoratori e lavoratrici occupati in imprese che stanno attraversando confuse situazione proprietarie, intricati problemi giuridici e che pur in presenza di sospensione dell’attività lavorativa e in assenza di stipendio, non hanno le condizioni per accedere agli ammortizzatori sociali.

Per dare una prima risposta a queste drammatiche situazioni è stato individuato un voucher di 350 euro mensili, erogabile per 6 mesi ( a fondo perso) come “Buono spesa”.
Il buono verrà erogato a fronte di richiesta da parte delle Organizzazioni sindacali e/o delle RSU, quando ricorrono i criteri sopra riportati.
La sperimentazione sarà seguita congiuntamente da Regione e Parti sociali al tavolo della Sottocommissione Ammortizzatori Sociali, in modo tale che il sostegno sia disponibile per tutti i lavoratori delle aziende che si trovano nelle condizioni descritte, a fronte di richiesta sindacale.

Progetto Immigrazione

Nella riunione della cabina di regia è stato varato un documento  “Linee di intervento per una sperimentazione finalizzata al reinserimento lavorativo di lavoratori stranieri e non comunitari” che ha dato concretezza alla Dichiarazione a verbale dell’Accordo Quadro del 4 maggio 2009 sugli Ammortizzatori sociali in deroga.
Il documento è frutto di un lavoro di una commissione partecipata da: Regione, Organizzazioni Sindacali, Parti Imprenditoriali, Italia Lavoro, che ha lavorato negli scorsi mesi concordando le proposte contenute nel documento che vi alleghiamo.

Il documento prevede che nel corso del 2010 si faccia una sperimentazione sui temi dell’Immigrazione nelle Province di Milano, Brescia, Bergamo che rappresentano i territori lombardi dove è più alta la presenza di lavoratori stranieri. Tale sperimentazione verrà effettuata attraverso i tavoli provinciali dove sono presenti tutte le parti sociali.

Le principali linee di intervento proposte sono le seguenti:
-necessità di creare un sistema di governance regionale/territoriale per la programmazione
-identificazione di strumenti per programmare i fabbisogni reali di manodopera e per la gestione del ricollocamento dei lavoratori disoccupati ( per non far scadere i permessi di soggiorno)
-sviluppare una rete di raccordo pubblico/privato che coinvolga i servizi per il lavoro, gli Enti locali, gli imprenditori,  le organizzazioni sindacali ecc.
-definizione di strumenti idonei di politica attiva
-sviluppare la rete degli sportelli unici e dei servizi per il lavoro

Le azioni proposte sono
-realizzazione di un piano di comunicazione rivolto ai cittadini migranti e alle associazioni sui diritti del lavoro, sulla crisi, sugli ammortizzatoti sociali, sulle politiche attive al fine di creare conoscenza sulle opportunità da utilizzare
-analisi delle comunicazioni obbligatorie per ampliare l’offerta  e l’efficacia delle azioni di reimpiego finalizzate anche a  non far scadere i permessi di soggiorno
-interventi specifici rivolti a target di lavoratori appartenenti a vari settori, in particolare edilizia, servizi alla persona

Alla fine del 2010, sia a livello territoriale, che a livello regionale, si darà luogo a  una valutazione della sperimentazione al fine di estenderla a tutti i territori lombardi.
Giudichiamo importante aver lavorato sul tema immigrazione, proprio in Lombardia dove il razzismo istituzionale è dilagato pericolosamente negli ultimi anni. Attribuiamo grande importanza alla possibilità di sperimentare un modello più inclusivo (almeno sui temi del lavoro), nei tre territori indicati, dai quali ci aspettiamo nuove idee e nuove possibilità
Invitiamo tutti a portare il documento nei tavoli Provinciali per l’Immigrazione per sensibilizzare le Questure e ottenere una gestione dei permessi di soggiorno scaduti più rispondente ai criteri di civiltà e di dignità della persona.

Conclusione

Con questi accordi si conclude l’iter di confronto con l’attuale Giunta della Regione Lombardia, in attesa della scadenza elettorale.
 
Quanto è stato ottenuto nel corso del 2009 e a gennaio 2010 è frutto del nostro continuo incalzare la Regione, unitariamente con Cisl Uil, affinché si potessero dare risposte ai problemi più immediati della crisi quali: la necessità di sostegno al reddito, la limitazione dei licenziamenti, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, in particolare Cassa Ordinaria e Cassa in deroga, la creazione di opportunità di formazione e riqualificazione utili alle persone e negoziate attraverso gli accordi sindacali, l’impegno verso i lavoratori stranieri non comunitari per sostenere i loro diritti, l’individuazione di risposte concrete per le necessità delle fasce più deboli.
Il 2010 dovrà vedere per tutte le strutture sindacali lombarde un forte impegno per sviluppare sul territorio queste possibilità previste dagli accordi.

Siamo altresì consapevoli che il 2010 rappresenterà un altro anno molto duro per il lavoro, che il solo utilizzo degli ammortizzatori sociali non basterà per contenere gli effetti negativi sulle persone, la perdita dei posti di lavoro, la diminuzione del reddito ma che bisognerà puntare più in alto, sia nei confronti della Regione che delle Parti Imprenditoriali per ottenere politiche industriali innovative capaci di creare sviluppo, posti di lavoro, investimenti in settori manifatturieri meno tradizionali, puntare all’eccellenza, alla qualità del prodotto e del lavoro, in un quadro dove il sistema degli ammortizzatori sociali diventi universale e possa dare risposte a tutti, mentre ancora oggi un numero consistente di persone risulta esclusa dal sistema dei diritti e delle tutele.

 



File allegati
modifica_e_integrazione_accordo_quadro_del_27_gennaio_2010.doc doc - 55,00 Kb -
int_patto_p_a__27_gennaio_2010.doc doc - 40,50 Kb -
sg_partisociali_20100120_v8.pdf pdf - 241,66 Kb -

 
 
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