In data 27 gennaio 2010 la CGIL Lombardia ha concluso il confronto al tavolo
della Cabina di Regia della Regione, con tutte le parti sociali, sugli argomenti
sopra riportati, che sono stati oggetto di una nostra discussione interna, nelle
scorse riunioni dei Coordinamenti Mercato del Lavoro, Formazione Scuola Ricerca,
Immigrazione.
Nel rimandarvi alla lettura degli accordi che vi alleghiamo e che sono stati
sottoscritti da tutte le Parti Sociali, illustriamo qui di seguito, per ogni argomento,
i punti più significativi.
Integrazione Accordo 4 maggio 2009 Ammortizzatori in deroga.
A seguito dell’approvazione della Legge Finanziaria del 2010 si è reso necessario
integrare l’accordo dello scorso maggio, in coerenza con quanto già fatto lo scorso
anno circa l’estensione del sostegno al reddito a coloro che non ne avevano diritto.
Nel 2009 il ricorso alla cassa in deroga in Lombardia ha riguardato circa 15.000
imprese e circa 100.000 lavoratori, dimostrandosi uno strumento efficace per ridurre
i licenziamenti.
I principali punti di integrazione sono i seguenti:
1.riconoscimento di ulteriori 12 mesi, fino al 31 dicembre 2010, della cassa
in deroga per le piccole aziende e per i settori che non hanno diritto agli ammortizzatoti
tradizionali e che già avevano utilizzato nel 2009 la cassa in deroga
2.riconoscimento di ulteriori 8 mesi alle aziende che hanno terminato gli ammortizzatori
tradizionali. Tutte queste imprese saranno coperte dalla cassa in deroga fino
al 31 agosto 2010. Nessuna di esse subirà interruzioni all’utilizzo degli ammortizzatori
perché dal 10 agosto 2010 ripartirà il nuovo quinquennio per l’utilizzo della
Cigs.
3.l’indennità equivalente alla mobilità verrà riconosciuta a coloro che sono
cessati dal lavoro (es. contratto a termine non più rinnovato) senza requisito
del licenziamento. Si tratta di una nuova estensione del diritto al sostegno al
reddito che sarà applicata da subito, in accordo con l’Inps Lombardia
4.Regione Lombardia e Parti Sociali hanno firmato un Ordine del Giorno comune
indirizzato al Governo chiedendo norme attuative che consentano l’erogazione dell’Indennità
equivalente alla mobilità, indipendente dai requisiti individuali al fine di estendere
il beneficio del sostegno al reddito a quei lavoratori e lavoratrici che non hanno
i requisiti previsti dalle leggi nazionali ( 12 mesi di anzianità e 6 mesi di
effettivo lavoro) che altrimenti rimangono esclusi da ogni misura di sostegno.
Come ricorderete, su questo punto si è aperto nel 2009 un contenzioso tra Regione
Lombardia, Inps e Ministero. L’Inps ha negato che a livello regionale possano
essere negoziati criteri individuali di accesso più favorevoli rispetto alla normativa
nazionale e non ha pagato le relative indennità. Ci auguriamo che la presa di
posizione congiunta serva a sbloccare la situazione determinando criteri di accesso
a questa misura, migliori per tutti i lavoratori italiani.
5.nel testo prevediamo la possibilità che ci siano ulteriori accordi tra Regione
e Governo per l’attribuzione di risorse finanziare alla Lombardia, per far fronte
alle necessità di finanziamento degli ammortizzatori in deroga per tutto il 2010.
Al momento le risorse finanziarie presenti presso le casse dell’Inps Lombardia
consentono di far fronte agli impegni di spesa dei prossimi mesi; il monitoraggio,
come nel corso del 2009, sarà costante per poter intervenire in anticipo, al primo
segnale di insufficienza dei fondi
Integrazione del “Patto per le Politiche attive” del 16 giugno 2009.
Attraverso questo accordo, in coerenza con il “Patto per le Politiche attive”
del 16 giugno 2009, viene sviluppata ulteriormente la possibilità di intervento
del territorio, delle categorie e delle Rsu nelle politiche attive e lo strumento
della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali viene assoggettato alla contrattazione,
rispetto alla definizione dei contenuti e delle finalità e sarà possibile finanziare
anche percorsi di out/placement negoziati tra le parti. Si tratta di una sfida
per il sindacato che è già stata raccolta in alcune Province con la firma di accordi
territoriali, ma che dovrà svilupparsi nel corso del 2010.
Attualmente i fruitori della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali sono 35.144 (
si tratta di lavoratori e lavoratrici interessati dagli Ammortizzatori in deroga),
entro febbraio procederemo al primo monitoraggio regionale sui dati quantitativi
e qualitativi, sui primi esiti dei percorsi formativi, sulle criticità emerse.
1.Con l’Integrazione del “Patto per le Politiche attive” si estende il diritto
di accesso alle politiche attive a tutti i lavoratori interessati dagli ammortizzatori
sociali. L’estensione è un’opportunità, non c’è obbligatorietà, né sanzioni.
Questa opportunità viene riconosciuta a coloro che sono interessati da :
Cassa integrazione ordinaria
Cassa integrazione straordinaria
Indennità di mobilità
Indennità di disoccupazione ordinaria e/o a requisiti ridotti
Eventuali altre indennità previste per settori specifici, analoghe alle precedenti
2.Viene confermata la centralità della funzione delle Parti Sociali decentrate
nella definizione di accordi territoriali e settoriali verso le nuove occasioni
di sviluppo del territorio e verso nuova occupazione; si evidenzia la necessità
di promozione di accordi sindacali aziendali, anche in coerenza con le indicazioni
del territorio.
Come per l’accordo del 16 giugno, la programmazione, i contenuti, la gestione,
il rapporto con gli Enti accreditati per la formazione e i servizi al lavoro,
il monitoraggio dell’efficacia, viene decentrato e affidato ai Tavoli Provinciali,
ai Tavoli di settore, agli accordi aziendali che potranno riguardare aziende di
maggiori dimensioni ( rispetto a quelle fruitrici della cassa in deroga).
Sarà necessario l’impegno e la volontà delle Camere del Lavoro, delle Categorie,
delle Rsu per utilizzare al meglio questa opportunità per i lavoratori negoziandola
attraverso gli accordi sindacali.
3.I lavoratori e le lavoratrici che non siano interessati da nessun tipo di accordo:
territoriale, settoriale, aziendale possono comunque accedere alle Politiche attive
e alla dote Ammortizzatori su loro iniziativa. Questa possibilità del singolo
è prevista esclusivamente in subordine agli accordi sindacali di qualsiasi tipo.
Si deve sottolineare come l’elemento centrale della contrattazione, valorizzato
nell’accordo, rappresenti una grande discontinuità politica rispetto al sistema
Dote della Lombardia che era stato pensato e utilizzato, negli scorsi anni, solo
come strumento individuale.
4.E’ stata introdotta, per la prima volta, la certificazione delle competenze
ai fini del riconoscimento ai lavoratori e alle lavoratrici delle conoscenze,
delle abilità pratiche e teoriche, nella logica della capitalizzazione delle competenze.
5.E’ stato introdotto il monitoraggio continuo, nell’ambito della Cabina di Regia,
sull’andamento e i risultati delle politiche attive, con la possibilità di prevedere
ulteriori integrazioni.
6.Si prevede la possibilità di premialità a favore degli operatori che ricollochino
in modo adeguato le figure deboli del mercato del lavoro.
7.Si estendono a tutti i fruitori delle Politiche attive che ne hanno i requisiti
familiari, i buoni di conciliazione per favorire la partecipazione alle stesse.
Buono di conciliazione per favorire la partecipazione alle politiche attive.
Si tratta di voucher volti a conciliare la fruizione delle politiche attive con
le necessità di vita familiare e lavorativa dedicati ai Destinatari di Dote Lavoro
Ammortizzatori Sociali ( e quindi rivolti a tutti coloro che entrano in un percorso
di politica attiva).
I destinatari della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali per avere diritto al buono
di conciliazione dovranno possedere i seguenti requisiti:
-famiglia monoparentale con almeno 1 figlio a carico
-famiglia tradizionale con almeno due figli a carico
nucleo familiare con entrambi i genitori in cassa integrazione e almeno 1 figlio
a carico
-famiglia con familiare convivente non autosufficiente
Valore economico.
250 euro mensili per 10 mesi per pagare i servizi connessi alla cura ( asili
nido, accompagnamento a scuola, dopo scuola, centri ricreativi diurni, piccoli
lavori domestici, servizi di assistenza domiciliare ecc.) ; questa misura è tassabile
e contribuisce a creare reddito.
100 euro mensili per 10 mesi riconosciuti in ticket pasto; questa misura non
è tassabile.
Sperimentazione di un voucher destinato a lavoratori e lavoratrici con particolari
condizioni di crisi.
Nell’incontro la Regione ha proposto una sperimentazione, a partire dal mese
di marzo , che riguarderà per ora i lavoratori e le lavoratrici di due aziende:
Voicity Holding (ex Omnia Network) e Phone Media sul tema disagio economico.
Si tratta di lavoratori e lavoratrici occupati in imprese che stanno attraversando
confuse situazione proprietarie, intricati problemi giuridici e che pur in presenza
di sospensione dell’attività lavorativa e in assenza di stipendio, non hanno le
condizioni per accedere agli ammortizzatori sociali.
Per dare una prima risposta a queste drammatiche situazioni è stato individuato
un voucher di 350 euro mensili, erogabile per 6 mesi ( a fondo perso) come “Buono
spesa”.
Il buono verrà erogato a fronte di richiesta da parte delle Organizzazioni sindacali
e/o delle RSU, quando ricorrono i criteri sopra riportati.
La sperimentazione sarà seguita congiuntamente da Regione e Parti sociali al
tavolo della Sottocommissione Ammortizzatori Sociali, in modo tale che il sostegno
sia disponibile per tutti i lavoratori delle aziende che si trovano nelle condizioni
descritte, a fronte di richiesta sindacale.
Progetto Immigrazione
Nella riunione della cabina di regia è stato varato un documento “Linee di intervento
per una sperimentazione finalizzata al reinserimento lavorativo di lavoratori
stranieri e non comunitari” che ha dato concretezza alla Dichiarazione a verbale
dell’Accordo Quadro del 4 maggio 2009 sugli Ammortizzatori sociali in deroga.
Il documento è frutto di un lavoro di una commissione partecipata da: Regione,
Organizzazioni Sindacali, Parti Imprenditoriali, Italia Lavoro, che ha lavorato
negli scorsi mesi concordando le proposte contenute nel documento che vi alleghiamo.
Il documento prevede che nel corso del 2010 si faccia una sperimentazione sui
temi dell’Immigrazione nelle Province di Milano, Brescia, Bergamo che rappresentano
i territori lombardi dove è più alta la presenza di lavoratori stranieri. Tale
sperimentazione verrà effettuata attraverso i tavoli provinciali dove sono presenti
tutte le parti sociali.
Le principali linee di intervento proposte sono le seguenti:
-necessità di creare un sistema di governance regionale/territoriale per la programmazione
-identificazione di strumenti per programmare i fabbisogni reali di manodopera
e per la gestione del ricollocamento dei lavoratori disoccupati ( per non far
scadere i permessi di soggiorno)
-sviluppare una rete di raccordo pubblico/privato che coinvolga i servizi per
il lavoro, gli Enti locali, gli imprenditori, le organizzazioni sindacali ecc.
-definizione di strumenti idonei di politica attiva
-sviluppare la rete degli sportelli unici e dei servizi per il lavoro
Le azioni proposte sono
-realizzazione di un piano di comunicazione rivolto ai cittadini migranti e alle
associazioni sui diritti del lavoro, sulla crisi, sugli ammortizzatoti sociali,
sulle politiche attive al fine di creare conoscenza sulle opportunità da utilizzare
-analisi delle comunicazioni obbligatorie per ampliare l’offerta e l’efficacia
delle azioni di reimpiego finalizzate anche a non far scadere i permessi di soggiorno
-interventi specifici rivolti a target di lavoratori appartenenti a vari settori,
in particolare edilizia, servizi alla persona
Alla fine del 2010, sia a livello territoriale, che a livello regionale, si darà
luogo a una valutazione della sperimentazione al fine di estenderla a tutti i
territori lombardi.
Giudichiamo importante aver lavorato sul tema immigrazione, proprio in Lombardia
dove il razzismo istituzionale è dilagato pericolosamente negli ultimi anni. Attribuiamo
grande importanza alla possibilità di sperimentare un modello più inclusivo (almeno
sui temi del lavoro), nei tre territori indicati, dai quali ci aspettiamo nuove
idee e nuove possibilità
Invitiamo tutti a portare il documento nei tavoli Provinciali per l’Immigrazione
per sensibilizzare le Questure e ottenere una gestione dei permessi di soggiorno
scaduti più rispondente ai criteri di civiltà e di dignità della persona.
Conclusione
Con questi accordi si conclude l’iter di confronto con l’attuale Giunta della
Regione Lombardia, in attesa della scadenza elettorale.
Quanto è stato ottenuto nel corso del 2009 e a gennaio 2010 è frutto del nostro
continuo incalzare la Regione, unitariamente con Cisl Uil, affinché si potessero
dare risposte ai problemi più immediati della crisi quali: la necessità di sostegno
al reddito, la limitazione dei licenziamenti, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori
sociali, in particolare Cassa Ordinaria e Cassa in deroga, la creazione di opportunità
di formazione e riqualificazione utili alle persone e negoziate attraverso gli
accordi sindacali, l’impegno verso i lavoratori stranieri non comunitari per sostenere
i loro diritti, l’individuazione di risposte concrete per le necessità delle fasce
più deboli.
Il 2010 dovrà vedere per tutte le strutture sindacali lombarde un forte impegno
per sviluppare sul territorio queste possibilità previste dagli accordi.
Siamo altresì consapevoli che il 2010 rappresenterà un altro anno molto duro
per il lavoro, che il solo utilizzo degli ammortizzatori sociali non basterà per
contenere gli effetti negativi sulle persone, la perdita dei posti di lavoro,
la diminuzione del reddito ma che bisognerà puntare più in alto, sia nei confronti
della Regione che delle Parti Imprenditoriali per ottenere politiche industriali
innovative capaci di creare sviluppo, posti di lavoro, investimenti in settori
manifatturieri meno tradizionali, puntare all’eccellenza, alla qualità del prodotto
e del lavoro, in un quadro dove il sistema degli ammortizzatori sociali diventi
universale e possa dare risposte a tutti, mentre ancora oggi un numero consistente
di persone risulta esclusa dal sistema dei diritti e delle tutele.
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