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Notizie ed iniziative

22-08-2013
Indirizzi di Regione Lombardia in materia di tirocini. Pubblicata la Delibera di Giunta con la regolamentazione,


Almeno 400 euro mensili per i tirocini extracurricolari formativi e di orientamento nonchè per quelli di inserimento/reinserimento al lavoro. Passa per tutti il principio di erogare un'indennità di partecipazione.

Regione Lombardia  ha varato la sua nuova  regolamentazione  per la disciplina dei tirocini in coerenza con le leggi regionali 22/2006, 19/2007, con le linee-guida definite il 24 gennaio 2013 in sede di Conferenza Stato-Regioni e con gli indirizzi europei in materia di qualità dei tirocini.


Confermato lo schema che  fu frutto di un intenso confronto tra la Regione e le Parti sociali avvenuto nel mese di luglio con più sessioni di trattativa e che noi, come FLC CGIL, abbiamo costantemente "monitorato" segnalando alla Confederazione, titolare unica del confronto, i punti di maggiore criticità dal nostro punto di vista.

Già la Segretaria regionale CGIL Colombini ha dichiarato alla stampa che " complessivamente è stato fatto un buon lavoro anche se su qualche punto si poteva fare meglio". Noi condividiamo il suo giudizio e attendiamo fiduciosi quale possa essere la reazione in particolare dei "soggetti ospitanti" il tirocinio, visto che i tirocini non costituiscono un rapporto di lavoro, ma una metodologia formativa e/o una misura di politica attiva e visto anche che, da settembre, è partito il principio della corresponsione di un’indennità di partecipazione obbligatoria di almeno 400 euro al mese per alcuni extracurriculari,riducibile a 300 euro se l’azienda corrisponderà il ticket pasto.

Infatti questa novità riguarda , di fatto, i soli tirocini extracurricolari per i giovani di almeno 16 anni, in particolare i :
- tirocini “formativi e di orientamento”, finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro (i destinatari sono i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi, inoccupati in cerca di occupazione, disoccupati e occupati con contratto di lavoro o collaborazione a tempo ridotto);
- tirocini di “inserimento/reinserimento al lavoro”, finalizzati a percorsi di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro (sono rivolti a inoccupati in cerca di occupazione, a disoccupati, a lavoratori sospesi, in mobilità e a occupati con contratto di lavoro o collaborazione a tempo ridotto).

Importante ricordare anche che l’indennità di partecipazione non verrà corrisposta qualora il tirocinio sia svolto da lavoratori sospesi o da disoccupati percettori di forme di sostegno al reddito, in quanto già fruitori di ammortizzatori sociali.


Naturalmente sono normati anche  tutti gli altri tipi di tirocinio extracurricolare e cioè:

- “tirocini di orientamento e di inserimento per i disabili” della durata massima di 12 o 24 mesi,
- ”tirocini estivi di orientamento” della durata di tre mesi e riservati agli studenti.

Ogni azienda non può attivare più di un tirocinio con la stessa persona e non deve aver licenziato nei 12 mesi precedenti.

Anche per questi tirocini è passato il principio di definire, nella Convenzione e nel Progetto formativo individuale,l'entità della indennità di partecipazione, ma senza stabilire un "tetto" minimo, il che significa che tale indennità potrebbe, alla fine, risultare puramente "simbolica" ed essere modulata caso per caso con trattamenti molto diversi da tirocinante a tirocinante.


La regolamentazione riguarda anche i tirocini curricolari e quindi i tirocini formativi  quale esperienza formativa ed orientativa di persone iscritte e frequentanti un percorso di istruzione o formazione di livello secondario, terziario, master e dottorati, e in generale percorsi formativi che rilasciano un titolo o una certificazione con valore pubblico, finalizzati all’acquisizione degli obiettivi di apprendimento specifici del percorso stesso, previsti nei relativi piani di studio, realizzati nell’ambito della durata complessiva del percorso.

Anche per questi tirocini è prevista una indennità di partecipazione ma, in questo caso, solo eventuale.

Un ruolo centrale e strategico è attribuito al c.d. soggetto promotore che potrà essere un operatore pubblico o privato accreditato o autorizzato per i servizi al lavoro e alla formazione ovvero un’istituzione scolastica, comunità terapeutica, cooperativa sociale.

Sarà infatti il soggetto promotore, in prima battuta, a dover garantire l'attivazione delle garanzie assicurative e non il soggetto ospitante, a meno che la convenzione non preveda diversamente.

Verranno  poi nominati due tutor, uno del soggetto promotore e uno dell’azienda, che saranno responsabili dello svolgimento regolare del tirocinio, del progetto formativo e delle competenze acquisite dalla persona.

Alla fine del tirocinio il giovane o comunque il tirocinante avrà diritto di vedersi attestata e riportata sul proprio libretto formativo la professionalità acquisita.

Anche per i tirocini estivi riservati agli studenti, potranno essere riconosciuti dalla scuola dei crediti formativi nei confronti del giovane che ha effettuato il tirocinio.

Anche questo punto è particolarmente positivo perché migliaia di ragazzi in Lombardia svolgono lavoro estivo, senza nessuna attinenza con il proprio percorso di studio.

La speranza è che la nuova regolamentazione argini ed annulli l'uso improprio dei tirocini extracurricolari al posto dei contratti a termine. Su questo la CGIL si è spesa tantissimo con una capillare campagna informativa sia a livello nazionale che locale per contrastare i frequentissimi abusi.

Ora si dovrà capire se anche nella nostra regione l'adeguamento alle linee-guida definite in Conferenza Stato-Regioni avrà un impatto positivo.

Restano, infatti, ancora molte "zone d'ombra" e molte resistenze da parte dei c.d. "soggetti ospitanti". Non si spiegherebbe altrimenti la scelta di Regione Lombardia, per quanta riguarda la percentuale di attivazione del numero di tirocini, di conteggiare come base di calcolo tutti coloro che, a qualunque titolo, sono "presenti in azienda, vale a dire tutti i lavoratori con contratti a termine, tutti i collaboratori occasionali da almeno 12 mesi compresi  i titolari d'impresa  e non solo, quindi, i lavoratori a tempo indeterminato.

Il rischio, inoltre, è che, almeno in alcuni comparti produttivi, le novità positive vengano messe "a carico" dei soggetti promotori e non dei soggetti ospitanti.

Ecco perchè come CGIL abbiamo insistito che fosse mantenuto  un congruo sostegno economico all’ente promotore, in modo tale che il progetto formativo/professionale possa rimanere accurato e di qualità.
L'auspicio è anche che Regione Lombardia continui ad incentivare le aziende che hanno l'intenzione di trasformare il tirocinio in un contratto di lavoro.

Anche attraverso un uso oculato e conforme alla regolamentazione di questo strumento, si potrà capire se le imprese lombarde stanno riuscendo ad uscire da questa gravissima e lunghissima crisi.

 




File allegati
dgr_6142013_tirocini.pdf pdf - 90,28 Kb -
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